Nel mondo di The Last of Us
Ci sono città che si visitano.
E poi ci sono città che, in qualche modo, abbiamo già attraversato prima ancora di arrivarci.
Seattle per noi è stata un po' così.
L'avevamo conosciuta attraverso gli occhi di Ellie, attraverso le strade invase dalla vegetazione, gli edifici abbandonati, le insegne semisommerse e quello skyline che continuava a emergere dalla nebbia.
Poi siamo arrivate davvero a Seattle.
E abbiamo iniziato a cercare, uno dopo l'altro, quei luoghi che Naughty Dog aveva trasformato nella Seattle di The Last of Us Part II.
Seattle Great Wheel
La prima grande sorpresa è stata trovarsi davanti alla Seattle Great Wheel.
Nella Seattle reale è una gigantesca ruota panoramica affacciata sull'Elliott Bay. Nella Seattle di The Last of Us Part II, invece, diventa uno dei simboli più riconoscibili del percorso di Abby.
È qui che Abby e Owen arrivano durante la loro ricerca dell'acquario.
La scena è una delle più memorabili della parte di Abby: i due salgono sulla ruota panoramica e, dall'alto, osservano la città devastata. Poco dopo, Owen decide di lanciarsi in acqua dalla ruota.
È un momento particolare perché, per una volta, The Last of Us ci mostra una Seattle quasi bella.
La città è distrutta, ma il panorama resta spettacolare.
E noi, davanti alla vera Great Wheel, potevamo finalmente vedere la stessa città senza l'apocalisse.
Seattle Aquarium
Poco più avanti, sullo stesso waterfront, c'è il Seattle Aquarium.
E qui il collegamento con il gioco diventa ancora più forte.
Nel mondo di The Last of Us Part II, l'acquario è il rifugio che Owen sogna di trasformare in una nuova casa. Abby lo raggiunge nel corso della sua storia, dopo aver attraversato Seattle e aver affrontato i Serafiti.
È uno dei luoghi più importanti della parte di Abby e Owen: un piccolo angolo di normalità dentro una città devastata.
Qui Abby e Owen immaginano una vita diversa, lontana dal WLF e dalla guerra.
Ma quella possibilità dura pochissimo.
Quando Abby torna all'acquario insieme a Lev, trova Owen e Mel morti, uccisi da Ellie. È proprio lì che Abby scopre la mappa lasciata da Ellie e capisce dove si trova il suo rifugio: il Pinnacle Theater.
Da quel momento la storia torna a incrociarsi.
Abby sa dove trovare Ellie.
E noi, invece, eravamo lì davanti al vero acquario.
Lumen Field
Lasciando il waterfront e spostandoci verso sud incontriamo un altro luogo impossibile da non riconoscere per chi conosce il gioco:
Lumen Field.
Nella Seattle reale è lo stadio dei Seahawks e dei Sounders.
Nel gioco diventa invece il quartier generale del Washington Liberation Front, il WLF, la milizia che controlla gran parte della Seattle post-pandemica.
È qui che la Seattle di Ellie assume definitivamente il volto del WLF.
Lo stadio non è più un luogo per partite e concerti: è una fortezza militare.
Il momento più importante arriva quando Ellie, Dina e Jesse si avvicinano alla zona. Il WLF sta preparando l'attacco contro i Serafiti e l'intera area è diventata una base armata.
È una delle immagini che meglio raccontano quanto The Last of Us trasformi la Seattle reale: lo stesso edificio che nella nostra realtà ospita migliaia di persone diventa una roccaforte circondata da muri, torrette e soldati.
William Kenzo Nakamura United States Courthouse
Rientrando verso Downtown arriviamo al William Kenzo Nakamura United States Courthouse.
Nel gioco diventa semplicemente il Courthouse di Seattle.
Ed è una delle tappe fondamentali della prima giornata di Ellie.
Ellie e Dina stanno cercando carburante per poter raggiungere il Serevena Hotel. Quando vedono il cartello del tribunale, decidono di entrarci.
Quello che trovano dentro è molto diverso da quello che si aspettavano.
Il palazzo è stato utilizzato dalla FEDRA e poi conquistato dal WLF. Ellie e Dina devono attraversarlo combattendo gli infetti e, alla fine, Ellie trova il corpo del responsabile della struttura, il tenente Torres, morto durante l'assalto del WLF.
Il tribunale è quindi uno dei luoghi in cui Ellie comincia davvero a scoprire cosa è successo alla Seattle post-pandemica.
Non sta semplicemente cercando Abby.
Sta entrando sempre più profondamente nel mondo che Abby ha costruito.
Seattle Central Library
Poco distante incontriamo la Seattle Central Library.
Nel gioco non è un luogo esplorabile come il tribunale o l'acquario, ma la sua architettura è stata riprodotta nella Seattle di The Last of Us Part II. È uno di quei dettagli che fanno capire quanto Naughty Dog abbia utilizzato la città reale come materiale per costruire il proprio mondo.
È una tappa più silenziosa.
Non c'è una scena fondamentale da ricostruire.
Ma proprio per questo è interessante: mentre camminiamo davanti alla biblioteca reale, possiamo riconoscere una parte della Seattle che Ellie attraversa sullo schermo.
The Sanctuary — la sinagoga
Poi arriviamo a The Sanctuary, all'811 5th Avenue.
Dietro questo spazio per eventi si trova l'edificio che nella realtà era il Daniels Recital Hall, utilizzato come riferimento per la sinagoga della Seattle di The Last of Us Part II.
Nel gioco Ellie e Dina entrano nella sinagoga durante l'esplorazione di Downtown.
È una tappa breve ma importante.
Dina riconosce l'edificio come una sinagoga e, mentre cercano rifornimenti, racconta a Ellie qualcosa della propria famiglia e della sorella. Prima di uscire, Ellie e Dina cercano ciò che può essere utile e poi tornano verso il loro obiettivo: il Courthouse.
È uno dei momenti in cui il gioco riesce a fare una cosa che gli riesce particolarmente bene:
in mezzo alla violenza lascia spazio a una conversazione personale.
La città non è soltanto un campo di battaglia.
È ancora una città piena di tracce delle persone che ci vivevano.
Hotel Sorrento — Serevena Hotel
Da qui il nostro percorso ci porta all'Hotel Sorrento.
E qui il collegamento è diretto e particolarmente affascinante.
Nel gioco l'hotel si chiama Serevena Hotel ed è chiaramente ispirato al vero Sorrento Hotel di Seattle.
È uno dei luoghi in cui la storia di Ellie e quella di Tommy si sovrappongono.
Prima dell'arrivo di Ellie e Dina, Tommy è già passato dall'hotel. Cerca informazioni sul WLF e tortura due soldati per ottenere il codice necessario a proseguire attraverso la città.
Quando Ellie e Dina arrivano, l'hotel è invece infestato.
Le due entrano, eliminano gli infetti e cercano nelle stanze. È qui che Ellie trova il corpo di Nick, uno degli uomini responsabili della morte di Joel, e comprende che Tommy è arrivato prima di loro.
Il codice che Tommy aveva ottenuto è ancora lì, scritto sul pavimento.
E grazie a quello Ellie e Dina possono continuare il loro percorso nella Seattle occupata dal WLF.
Davanti al vero Hotel Sorrento, quindi, non stavamo semplicemente guardando un albergo storico.
Stavamo guardando il Serevena Hotel.
Paramount Theatre — Pinnacle Theater
Proseguendo verso Pine Street arriviamo al Paramount Theatre.
Nel gioco diventa il Pinnacle Theater, uno dei luoghi più importanti dell'intera storia di Ellie a Seattle.
Dopo essere sfuggite agli infetti nei tunnel della metropolitana, Ellie e Dina arrivano al teatro ormai a notte inoltrata.
Decidono di fermarsi lì.
E il teatro diventa la loro base durante la permanenza a Seattle.
È qui che Ellie racconta a Dina di essere immune al Cordyceps.
È qui che Dina le rivela di essere incinta di Jesse.
Ed è qui che Ellie, rimasta sola per qualche momento, prende una chitarra e suona Future Days dei Pearl Jam, una delle scene emotivamente più importanti dell'intero gioco perché la musica la riporta direttamente a Joel.
Più avanti, dopo il ritorno di Ellie dall'ospedale, il teatro diventa nuovamente il centro della storia.
Abby e Lev arrivano lì seguendo la mappa trovata all'acquario.
E finalmente le due storie si incontrano.
Il teatro è quindi molto più di una semplice location.
È il luogo in cui la storia di Ellie e quella di Abby finiscono per collidere.
Seattle Convention Center
Poco più avanti troviamo il Seattle Convention Center.
Nel gioco diventa il Seattle Conference Center, un altro edificio reale riprodotto nella Seattle di The Last of Us Part II.
È un luogo meno centrale rispetto al teatro o all'acquario, ma contiene un dettaglio curioso.
Prima dell'epidemia avrebbe dovuto ospitare una convention.
Nel mondo ormai devastato del gioco, quell'idea di normalità è rimasta congelata nel tempo.
È proprio questo uno degli aspetti che rendono interessante visitare Seattle seguendo The Last of Us: non si incontrano soltanto luoghi famosi.
Si incontrano frammenti della vita che esisteva prima.
Space Needle
E poi arriva lei.
La Space Needle.
Uno dei simboli assoluti di Seattle.
E uno dei simboli della Seattle di The Last of Us Part II.
La torre è riconoscibile nello skyline del gioco, anche se Naughty Dog modifica e comprime la geografia reale per costruire una città funzionale all'esplorazione.
Nella realtà, invece, è ancora lì.
Intatta.
Ancora capace di dominare lo skyline.
Ed è quasi straniante pensare che, nello stesso mondo immaginario in cui Ellie attraversa una Seattle invasa dalla vegetazione e controllata dal WLF, la Space Needle continui a emergere dalla nebbia come uno dei pochi punti di riferimento rimasti.
Capitol Hill
Il percorso prosegue verso Capitol Hill.
Qui il collegamento con il gioco diventa meno legato a un singolo edificio e più all'identità del quartiere.
Nella Seattle di The Last of Us Part II, Capitol Hill è una delle zone che hanno contribuito a costruire l'ambientazione di Hillcrest, il quartiere che Ellie attraversa durante la sua ricerca di Tommy.
La Seattle reale è ovviamente molto diversa dalla città post-apocalittica del gioco.
Ma alcuni dettagli sono immediatamente riconoscibili.
E uno dei più belli è proprio quello che avete visto voi:
Rainbow Crosswalk
Il rainbow crosswalk.
Un dettaglio apparentemente piccolo, ma perfetto per capire quanto Naughty Dog abbia osservato Seattle.
I rainbow crosswalk di Capitol Hill sono stati ripresi nella Seattle del gioco come parte dell'identità visiva del quartiere. La zona di Capitol Hill è infatti esplicitamente associata ai dettagli arcobaleno presenti nel gioco.
È forse una delle tappe più semplici del nostro percorso.
Nessun edificio monumentale.
Nessuna grande scena.
Solo un attraversamento pedonale colorato.
Ma è proprio questo a renderlo speciale.
Perché significa che, dentro la Seattle distrutta di The Last of Us, Naughty Dog non ha ricreato soltanto i grandi monumenti.
Ha cercato anche i piccoli dettagli che rendono una città riconoscibile.
E alla fine rimane Seattle
Il bello di questo percorso è che, alla fine, non abbiamo semplicemente seguito le location di un videogioco.
Abbiamo attraversato la Seattle vera e quella immaginata.
Abbiamo visto la ruota panoramica dalla quale Abby e Owen si lanciano nell'acqua.
Abbiamo camminato davanti all'acquario dove Abby trova Owen e Mel.
Abbiamo guardato lo stadio che nel gioco diventa la fortezza del WLF.
Abbiamo riconosciuto il tribunale, la sinagoga, l'hotel, il teatro e il Convention Center.
Abbiamo ritrovato la Space Needle.
E siamo arrivate fino a Capitol Hill, dove anche un semplice arcobaleno sull'asfalto diventa un piccolo pezzo della Seattle che Naughty Dog ha lasciato dentro il gioco.
Solo che questa volta non eravamo Ellie.
Eravamo noi.
E Seattle, per qualche giorno, è diventata un po' anche la nostra.

